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December 13 Geniale... L'eleganza del riccioL'eleganza del riccio
"Come sempre, mi salva l'incapacità del genere umano di credere a ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge L'ideologia tedesca e di conseguenza non sarebbe affatto in grado di citare l'undicesima tesi su Feuerbach. Per giunta, una portinaia che legge Marx ha necessariamente mire sovversive ed è venduta ad un diavolo chiamato sindacato. Che possa leggerlo per elevare il proprio spirito, poi, è un'assurdità che nessun borghese può concepire."
"<<La vita ha un senso e sono gli adulti a custodirlo>> è la bugia universale cui tutti sono costretti a credere. Da adulti, quando capiamo che non è vero, ormai è troppo tardi. Il mistero rimane, ma tutta l'energia disponibile è andata da tempo sprecata in stupide attività. Non resta che cercare di anestetizzarsi, nascondendo il fatto che non riusciamo a dare un senso alla nostra vita e ingannando i nostri figli per cercare di convincere meglio noi stessi."
"Complimenti al movimento del mondo! Poteva essere la perfezione, e invece è un disastro. Dovremmo viverlo davvero, e invece è sempre un'estasi per interposta persona. Allora ditemelo voi: perchè rimanere in questo mondo?"
"<<Non mi hanno riconosciuta>> dico. Mi fermo in mezzo al marciapiede, tutta frastornata. <<Non mi hanno riconosciuta>> ripeto. Kakuro si ferma a sua volta, la mia mano ancora sul suo braccio. <<E' perchè non l'hanno mai vista>> mi dice. <<Io la riconoscerei sempre e comunque>>."
"Come si decide il valore di una vita? L'importante, mi ha detto un giorno Paloma, non è morire, ma cosa si fa nel momento in cui si muore. Che cosa facevo nel momento della morte? mi chiedo, avendo una risposta già pronta nel tepore del mio cuore. Che cosa facevo? Avevo incontrato l'altro ed ero pronta ad amare. Dopo cinquantaquattro anni di deserto affettivo e morale, appena ingentilito dalla tenerezza di Lucien che era solo l'ombra rassegnata di me stessa, dopo cinquantaquattro anni di clandestinità e muti trionfi nell'interiorità ricolma di uno spirito abbandonato, dopo cinquantaquattro anni di odio per un mondo e una casta che mi servivano da sfogo per le mie futili frustrazioni, dopo cinquantaquattro anni di niente, senza incontrare mai nessuno né stare mai con gli altri: Manuela, sempre. Ma anche Kakuro. E Paloma, la mia anima gemella. Le mie camelie. Prenderei volentieri un'ultima tazza di tè con voi. Ecco che un cocker giulivo, con orecchie e lingua penzoloni, attraversa il mio campo visivo. E' sciocco... ma mi fa ancora venire voglia di ridere. Addio, Neptune. Sei solo un cane babbeo, ma bisogna pur credere che la morte ci mandi un po' fuori di testa; forse sarai l'ultimo a cui penserò. E se questo ha un senso, mi sfugge completamente."
"Non preoccuparti, Renée, non mi suiciderò e non darò fuoco proprio a un bel niente. Perchè d'ora in poi, per te, andrò alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza, qui, in questo mondo." Comments (1)
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